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RELAZIONE SULL’INCONTRO POLITICO-ECONOMICO
DELLA PROVINCIA DI PAVIA

Venerdì 16 Maggio presso la Sala dell’Annunciata si è tenuto un summit a cui hanno partecipato i Sindaci di: Pavia – Vigevano – Voghera, oltre alle associazioni di categoria, gli ordini professionali e rappresentanti dell’economia locale.

Il dibattito ha avuto come obiettivo l’economia provinciale del pavese, in tutte le sue sfaccettature settoriali, viste nell’ambito delle specifiche competenze.

Settore Industriale

Si è discusso un programma mirato al recupero dell’industrializzazione nella provincia, mantenendo ovviamente un preciso distinguo settoriale e capillare delle singole branche industriali.
Successivamente la discussione si spostava sulle infrastrutture provinciali, alquanto carenti, soprattutto nei progetti. La rete stradale è stata più volte messa sott’accusa, negli interventi degli oratori, per l’inadeguatezza dei nostri tempi. Urge un programma preciso e cadenzato delle opere da fare.
Si è parlato sull’efficienza della Pubblica Amministrazione che è ormai allo sfascio e non risponde minimamente alle esigenze delle imprese: intervenire immediatamente per creare una vera professionalità a tutto il personale gestore della Pubblica Amministrazione.
In tema di finanza è emersa l’impellente necessità di rimodellare le riduzioni del tasso di cambio e di rivedere i vincoli della finanza pubblica, ossia maggiore facilità all’ottenimento dei finanziamenti del danaro pubblico.
Altro grosso problema da mettere in agenda è la formazione degli imprenditori alle nuove tematiche dell’imprenditoria moderna: la globalità economica induce ad una concorrenza mondiale a cui nessun settore industriale può sfuggire.
Per le piccole imprese, gli oratori si sono espressi in comune accordo, di salvaguardare la cultura e la professionalità specifica degli artigiani e per le piccole imprese devono essere salvaguardate nella loro specificità produttiva.
Importante che i territori collaborino con un interscambio di idee e di iniziative, con tempestività e precisione, perché l’economia “viaggia” molto velocemente.
Poi è stato dibattuto con molta solerzia l’accesso ai bandi, il quale oggi non seleziona la qualità e le capacità. Infatti, il modello click day usato, non evidenzia quanto sopra riportato.
Sempre in materia di bandi, sono stati discussi i modelli europei, che devono essere assimilati alle esigenze delle realtà locali.
Inoltre, nel corso del dibattito è emerso che le piccole e medie imprese hanno grosse difficoltà col settore della logistica.

Settore dell’agricoltura

Questa è una tematica molto pregnante vista la configurazione del territorio provinciale. Gli interventi degli oratori all’unisono si sono soffermati più volte alla salvaguardia del Made in Padania, soprattutto sulla maturazione dei prodotti che conferiscono al prodotto un alto valore commerciale in difesa della garanzia della genuinità del medesimo.
Importante occasione da abbinare all’agricoltura è il turismo, ossia promuovere iniziative atte ad attrarre turisti da ogni parte della penisola e non solo, attraverso strutture ricettarie adeguate: esempio agriturismo.
Creare in Europa centri di propaganda e di distribuzione dei prodotti tipici pavesi, facendo rete diretta nei centri commerciali europei. Per queste iniziative è indispensabile attuare un marketing che sia collegato direttamente da un centro sul pavese con le aree di distribuzione in Europa.
Promuovere in Pavia una fiera sui prodotti tipici pavesi aperta anche agli espositori europei. L’autunno pavese è troppo chiuso!!!!
Omogeneizzare le normative nazionali con quelle europee per facilitare gli interscambi e inoltre importante allineare i costi dei prodotti con tutti i paesi d’Europa.
Per il settore vitivinicolo, gli oratori hanno auspicato una rete aggregativa in cui le aziende possono difendere la tipicità dei loro vini.

Settore del commercio

Gli oratori hanno stigmatizzato a più riprese il momento di crisi in cui il territorio pavese è drammaticamente precipitato. I consumi sono ridotti e per conseguenza gli operatori del settore ne pagano le conseguenze in costi di gestione: piccole attività commerciali sono costrette a chiudere. Di più: non riescono ad accedere ai crediti con le banche e questo porta inesorabilmente al collasso l’intero settore commerciale.
Urge un intervento delle istituzioni preposte,di modo che si riesca almeno a lenire il gap formatosi tra gli istituti di credito e i commercianti.

Settore dell’edilizia

Gli oratori sono tutti concordi nel dire che è il settore maggiormente colpito dalla crisi. Sul pavese è veramente emergenza. La disoccupazione è ai massimi storici. I fallimenti delle imprese ormai hanno raggiunto numeri da capogiro.
Le cause individuate sono: togliere il patto di stabilità così sarà possibile pagare, se non altro, le imprese in credito con le istituzioni pubbliche.
Sburocratizzare in modo oculato ed intelligente gli iter di assegnazione dei lavori.
Ridurre il cuneo fiscale che di fatto porta svantaggi competitivi soprattutto con le imprese concorrenti estere.
Inoltre è emerso nel dibattito l’importanza del mantenimento del patrimonio edilizio locale. Per questa iniziativa importante che le istituzioni collaborino con le imprese e gli studi professionali del settore. Contestualmente promuovere iniziative mirate agli adeguamenti energetici: solare, idraulico ed eolico.


Settore del turismo

Tutti gli intervenuti concordono che la provincia di Pavia è carente di infrastrutture. Deboli nella ricezione perché mancano alberghi degni di questo nome.
Decisamente insufficiente la rete viabilistica: è ancora negli assi portanti quella dell’ottocento! Incredibile ma vero.
Adeguare, con cospicui investimenti, sulle reti telematiche di modo che le informazioni risultino diffuse in un sistema veloce e capillare.
Riformare il sistema della tassa di soggiorno: va resa più flessibile.
Promuovere sinergie tali da rendere l’attività turistica appetibile con la produzione della gastronomia locale: ne beneficerebbe l’agricoltura di tutta la provincia.

Settore delle professioni

Gli oratori concordano che le normative vigenti che disciplinano le varie attività professionali devono necessariamente essere adeguate ai nostri tempi per creare stabilità e sicurezza sia per gli operatori che per la committenza.
Importante è la promozione del fascicolo elettronico per ragioni pratiche e razionali.
Un settore sensibile è il servizio delle farmacie. Il rappresentante del settore lamenta la mancanza di un sistema che possa migliorare la struttura nel proprio interno e per conseguenza porti benefici al pubblico.


Incontro con i senatori Calderoli, Centinaio
Davico e Stucchi a Santa Maria Gualtieri (Pavia)

 



NON VENITE IN ITALIA,
QUI PEGGIO DEL BURUNDI

La Lega Nord sorprende tutti e utilizza gli immigrati nella sua campagna elettorale per le europee. L'idea è venuta all'on. Angelo Ciocca, candidato della Lega Nord alle europee nella circoscrizione nord-est, che ha pensato di coinvolgere cinque immigrati regolari nel suo spot contro l'immigrazione clandestina. Essi rivolgono un appello ai propri connazionali nei rispettivi paesi: India, Pakistan, Sri Lanka, Angola e paesi arabi. Due le versioni del rivoluzionario spot che farà discutere : il primo raccoglie le testimonianze in italiano degli extracomunitari sulla grave situazione economica e sulla totale assenza di un futuro per gli immigrati in Italia, l'altro è stato invece registrato nelle rispettive lingue e viene rivolto alle popolazioni dei paesi natii.

 

Ma ecco il testo dell'appello recitata da Mathew Marattukalam, Roshan Peiris, José Antonio Pereira, Ahmed Iftikhar e Niemel Kumaran: «Miei amici conterranei, ve lo dico col cuore: non venite in Italia a fare la fame! Questo è un Paese che sta attraversando una gravissima crisi economica, le cose vanno male da anni anche per noi immigrati. Arrivare da clandestini in Italia vuol dire andare incontro alla miseria e alla disperazione. L'Italia, insieme alla Spagna e alla Grecia è il paese più povero in Europa. Non venite più in Italia, non c'è lavoro né futuro. Non credete agli scafisti perché sono assassini, e non pagateli: vi prego

 


Ciocca protesta davanti al Pirellone
in difesa del made in Lombardy

Satira contro Matteo Renzi e il cancelliere Angela Merkel

Due banchetti piazzati, questi mattina davanti all'ingresso del "Pirellone", sede del consiglio regionale lombardo: la prima bancarella con prodotti alimentari "made in China!", l'altra con generi alimentari realizzati in Lombardia. Al loro fianco, due gigantografie: l'una con l'immagine di Matteo Renzi con il dou lì, il tradizionale cappellino di paglia cinese e l'aktra con il cancelliere tedesco Angela Merkel, con tanto di boccale di birra in mano e "completino" tirolese.
È ricorso alla satira, il consigliere regionale Angelo Ciocca, candidato perla Lega Nord alle elezioni europee nella circoscrizione Lombardia, Piemonte, Liguria e Valle d' Aosta per protestare contro il presidente del Consiglio Matteo Renzi che ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale il provvedimento di competitività regionale "Impresa Lombardia", quello che istituiva il marchio "Made in Lombardy", una certificazione della provenienza del prodotto specifica per la Regione Lombardia.
«Renzi vuole il Made in China, ma non il Made in Lombardy». L'ha detto Ciocca, presidente della commissione regionale per le Attività produttive ai giornalisti, proprio davanti ai due improvvisati banchetti e gli ha fatto eco il presidente della Regione, Roberto Maroni: «Faremo ricorso a questa impugnativa incomprensibile».
L'impugnativa, come detto, è quella del governo davanti alla Corte Costituzionale sul provvedimento per la competitività regionale «Impresa Lombardia» con cui, tra l'altro (introduzione di una moneta complementare e semplificazione burocratica), si istituiva anche il marchio «Made in Lombardy»: una certificazione della provenienza del prodotto specifica per la Regione Lombardia.
Impugnando questa legge, approvata lo scorso 11 febbraio in Consiglio regionale all'unanimità (quindi anche con il voto favorevole del Pd), Palazzo Chigi «danneggia le imprese della nostra Regione», ha commentato Maroni.
La nota inviata dal governo alla Consulta giustificava la decisione in quanto gli interventi contenuti nella normativa produrrebbero «effetti restrittivi sulla libera circolazione delle merci garantita dall'ordinamento europeo, in violazione degli obblighi comunitari previsti dall'articolo 117 della Costituzione». La risposta di Maroni conferma quanto già annunciato due giorni fa sulla volontà di fare ricorso, visto che la legge regionale «rappresenta un valido sostegno al mondo delle imprese, oltre ad aiutare il Made in Italy attraverso il Made in Lombardy e ad introdurre la sperimentazione di una moneta complementare come già avviene in altre regioni del Paese. Non si capisce quindi perché altrove certe cose vanno bene e da noi no».

protesta davanti al Pirellone  in difesa del made in Lombardy


Presentazione a Pavia dei candidati per le elezioni
al Parlamento di Bruxelles e per le Amministrative

Tutto esaurito al Politeama
per l'incontro con Ciocca e Salvini

Il segretario federale:
«Ciocca? Un'opportunità per il territorio pavese in Europa»

Tutto esaurito per Matteo Salvini e Angelo Ciocca al "Cinema Politeama" di Pavia. La grande sala nel cuore pulsante del capoluogo si è addirittura rivelata troppo "piccola" per contenere tutti i cittadini, i militanti e i sostenitori della Lega Nord, convenuti in città per la presentazione dei candidati alle prossime elezioni europee del 25 maggio.
Presentazione candidati 28 aprile 2014«Il consigliere regionale Angelo Ciocca - ha spiegato il segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini, che ha preso la parola dal palco del Politeama - rappresenta una grande opportunità per il territorio pavese. Servono uomini come lui, con cuore, passione e coraggio per contribuire a cambiare un’istituzione importante come l’Unione Europea, che negli ultimi anni ha pesantemente condizionato lo sviluppo dei territori. Il nostro obiettivo a Bruxelles deve essere quello di “scardinare” un sistema che ha favorito gli interessi di pochi (finanza e banchieri), a discapito dei molti cittadini delle regioni del Nord».
«In Europa – ha detto Angelo Ciocca, che è candidato alle elezioni Europee in Lombardia, Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta – bisogna tornare a giocare in attacco e non in difesa. Cosa vuol dire? Innanzitutto sarà fondamentale ritornare alla sovranità monetaria. Non è pensabile che l’Italia continui a versare alla Ue 16 miliardi di euro, per riceverne in cambio solo 10. Oltrettutto, continuiamo a spendere miliardi di euro per accogliere i clandestini in Hotel di lusso e ad accettare, senza proferir parola, che 53 miliardi di bilancio Ue finiscano nelle casse delle banche greche, irlandesi, spagnole e tedesche».
Sui temi locali, Ciocca ha precisato che sarà un suo compito primario quello di: «contribuire a convogliare risorse europee per un territorio come quello di Pavia che ha grande idee e progetti ambiziosi. Soprattutto per l’agricoltura pavese – ha continuato Ciocca – sarà decisivo poter contare su un rappresentante del Nord al Parlamento di Bruxelles che la sappia difendere e rappresentare».
Durante la serata hanno preso la parola anche il segretario provinciale Roberto Mura, il senatore Gianmarco Centinaio e il segretario cittadino di Pavia Emanuele Giorgi. Tutti hanno sottolineato l’importanza per la provincia di Pavia di una candidatura così “forte” e autorevole in vista della scadenza europea.
Si voterà solo domenica 25 maggio, dalle ore 7 alle 23. Si potrà esprimere la preferenza, scrivendo il nome del candidato prescelto a fianco del simbolo del partito, sulla scheda grigia.

Presentazione candidati 28 aprile 2014


Clamorosa iniziativa
del consigliere regionale pavese Angelo Ciocca

Candidato alle elezioni Europee nel collegio Nord Ovest
(Lombardia, Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta)

Asina al Pirellone

Per protestare contro il presidente del consiglio Matteo Renzi, Ciocca ha portato un asino davanti al Pirellone, grattacielo sede del Consiglio regionale dellla Lombardia. In questo modo l'esponente del Carroccio ha voluto protestare contro i progetti di riforme istituzionali avanzati dal governo. Sull'asino, condotto con dal consigliere leghista, che è presidente della Commissione Attività Produttive e Occupazione di Regione Lombardia, è stato appeso il cartello "Il Consiglio regionale che vuole Renzi". Un riferimento allo svuotamento dei poteri delle Regioni che, secondo il Carroccio, è contenuto nella proposta di riforma del Titolo V fatta dal governo.
Asina al PirelloneAl termine di una burrascosa giornata politica, i consiglieri leghisti in Consiglio Regionale hanno dato vita anche a un'altra singolare protesta, sempre coordinati dal consigliere Ciocca.
Ciocca, accompagnato da altri colleghi, proprio sotto la sede del consiglio regionale della Lombardiua, ha simbolicamente preso a martellate una slot machine per lanciare il messaggio "Stop alle ludopatie", così da sottolineare l'importanza del Progetto di Legge che si sta discutendo in questo momento al Pirellone.
«In Lombardia le slot machine e il cosiddetto gioco d’azzardo lecito muovono un giro d’affari di oltre 14 miliardi di euro all’anno, con una media pro-capite impressionante: 1700 euro, con punte massime fino a 2125 euro, che è il dato della provincia di Pavia - ha spiegato Ciocca. - Nel provvedimento che abbiamo approvato in regione Lombardia abbiamo voluto dare la possibilità ai Sindaci e ai Comuni di stabilire nuovi criteri autorizzativi, fino all’individuazione di zone di esclusione, come in prossimità delle scuole, per le macchinette da gioco. Così abbiamo deciso di combattere un fenomeno che sta provocando gravissimi danni socio-sanitari alle famiglie».

MArtellate alle slot

Corriere della Sera

striscia la notizia

Provincia Pavese


Da Regione Lombardia “giro di vite”
contro il gioco d’azzardo

Approvato all’unanimità in IV Commmissione
presieduta da Angelo Ciocca

Giro di vite in Regione Lombardia sul gioco d'azzardo. È infatti stato approvato all'unanimità dalla IV Commissione Occupazione e Attività Produttive, guidata dal presidente Angelo Ciocca e giungerà in Consiglio per l'ok definitivo il prossimo 15 ottobre, il progetto di legge n.58 sulle ludopatie.
Tra le principali novità introdotte dal testo l'obbligo di una distanza di almeno 500 metri tra gli esercizi autorizzati al gioco e luoghi di particolare sensibilità, come scuole, ospedali, chiese e strutture socio-assistenziali.
La ludopatia nel progetto di legge viene trattata come una dipendenza, prevedendo il supporto concreto dell'Asl alle famiglie che devono affrontare questa problematica sociale e la predisposizione di un numero verde per i giocatori patologici. Incentivi economici, come l'esenzione dal pagamento di alcune tasse, saranno garantiti a tutti gli esercizi che aderiscono alla rete «No Slot», assecondando anche le prese di posizione nei mesi scorsi di alcuni sindaci della nostra provincia, che avevano dichiarato guerra alle macchinette.
Due le principali modifiche apportate dalla commissione regionale attività produttive al progetto di legge: la formazione obbligatoria degli esercizi in cui sono presenti le slot affinché riconoscano situazioni di criticità e l'introduzione di un contributo etico obbligatorio per chi installa macchinette da gioco. I controlli saranno affidati alla Polizia Locale, appositamente formata, così come le sanzioni, che potranno raggiungere i 15 mila euro.
Non si tratta di un gioco, ma di un pericolo di azzardo. Per questo, più che di ludopatia, si dovrebbe parlare di “azzardopatia” – con queste parole Angelo Ciocca ricorda che - “in Lombardia le slot machines e il cosiddetto gioco d’azzardo lecito muovono un giro d’affari di oltre 14 miliardi di euro all’anno, con una media pro-capite impressionante: 1700 euro, con punte massime fino a 2125 euro, che è il dato della provincia di Pavia. Nel provvedimento, approvato all’unanimità è stata recepita la proposta della Lega Nord di un “contributo etico obbligatorio” per ogni slot-machine funzionante in Lombardia, il cui importo dovrà essere determinato dalla Giunta Regionale. Non mancano inoltre nella legge altre proposte del Carroccio, fra cui il marchio “No Slot” per chi rinuncia all’installazione delle macchinette e forme di premialità fiscale o attraverso bandi regionali per i locali virtuosi.”
Nel progetto di legge – concludono Ciocca e il consigliere della Lega Nord Rolfi – che sarà approvato in via definitiva dall’aula del consiglio regionale, sarà poi data la possibilità ai Sindaci e ai Comuni di stabilire criteri autorizzativi, fino all’individuazione di zone di esclusione, come in prossimità delle scuole,  per le macchinette da gioco.”

no slot


No al DURT

 


Programma elettorale


Norme per la prevenzione e il trattamento del gioco d’azzardo patologico

Nuove linee per lo sviluppo delle imprese del settore commerciale


Progetto di Legge n. 0111
Impresa Lombardia:
per la libertà di impresa
il lavoro e la competività


Legge per il contrasto
della ludopatia
in Regione Lombardia


I primi 100 giorni
in Regione Lombardia


Operazione Trasparenza
…non sono un "parassita"!


L'attività del Consigliere
Angelo Ciocca
in Regione Lombardia


Il governo
del Servizio Idrico integrato


Termoregolazione
del calore su impianti
centralizzati